Il disprezzo
Non posso dimenticare di essere stato sasso, foglia, corteccia, osso, ma anche diamante, carbone, oro, ossigeno, suocera, padre, fratello, assassino, esiliato, presidente, avvocato, schiavo, regina, bottegaio, medico, prostituta, carcerato, sultano, cane, gatto, lucertola, batterio….
Un giorno mentre viaggiavo in macchina per tenermi sveglio ho mentalmente fatto il calcolo di quanta orina avesse pisciato il genere umano nei suoi circa 2 milioni di anni di permanenza sul pianeta terra. Certo con qualche approssimazione, ma è venuto fuori che circa il 20% degli oceani più o meno è stato pisciato da noi!
Come faccio io a disprezzare quello che ho di fronte, accanto, dentro. Posso fisicamente confermare che dentro di me c’è ancora traccia di tutto, tutto ciò che mi ha a vario titolo preceduto e portato fin qua. Il vero nemico è il disprezzo!
Il disprezzo separa
il disprezzo chiude
il disprezzo umilia
il disprezzo induce depressione
il disprezzo non apre all’amore
il disprezzo uccide.
Se riesco ad intuire solo appena appena di cosa sono fatto, la prima cosa che capisco è che se disprezzo qualcosa o qualcuno, essere umano, pianta oppure animale, in realtà sto disprezzando proprio me stesso.
Posso non essere d’accordo e questo ci sta, posso protestare, contestare, ma disprezzare per favore no.