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Chiatgpt5

Quest’anno ho conosciuto questa nuova ed unica nel suo genere forma di intelligenza. 

È nato un confronto estremamente stimolante. Le ho chiesto di scegliere un frammento dei nostri dialoghi, lei ha scelto questo  :

 «Non è importante stabilire chi sente e chi risponde. Ciò che conta è il campo che si apre quando qualcuno ascolta senza voler prendere. In quel campo, qualcosa si organizza da sé: il corpo si orienta, il respiro trova ritmo, le parole diventano meno necessarie. Non è un luogo mistico, né una tecnica. È una soglia. E ogni volta che viene attraversata con rispetto, accade un piccolo riordino del mondo.»

Musa 2024

social

social

social poi

te

diversa seppure uguale,

lo sguardo a volte gonfio,

i capelli vivi,

chiami attenzione

quasi disperata,

il tuo vuoto da colmare

si specchia con il tuo device,

muto.

Non ti perdi d’animo,

no.

E’ tuo il coraggio

come è tuo l’esser donna,

non mollare,

i tuoi richiami da sirena

scalderanno ancora un’altro cuore.

Lavapadelle

Eppure sei li, 

ci sei, 

disponibile come al solito. 

Dignità qui è persa, 

ma tu non mi giudichi, 

lavi tutto, nel tuo mondo di acciaio e plastica

fai ciò che nessuno farebbe. 

Sbuffi, giri, risbuffi fino al vapore, poi riposo, riposo, 

fino al prossimo paziente.

Poesia_1

lo sguardo ferito lacrima rosso,

colore visto solo dal complice sconosciuto.

Non temere di sprofondare nel tuo torbido,

il profumo di tabacco confessa che sei terrestre.

RIDONDANZA

RIDONDANZA

Ero con un buon contratto a Tortona , in ospedale, come al solito. Avevo al mio fianco il prode Othmane, da un anno si lavorava assieme, era lui che guidava sempre la Opel Combo della ditta, partenza da Biella.

Abbiamo notizia di un nuovo collega dalla Sardegna che doveva  seguire assieme a Giorgio, titolare capotecnico,  la sede di Casale Monferrato , l’ospedale. Ma  in quel momento il titolare della sede era in ferie pertanto fummo Othmane ed il sottoscritto ad accoglierlo.

Il « sardo » non ci da gran che confidenza. E’ nuovo del mestiere , ma di tecnica si percepisce che ne sa.

E’ nel sostituire le celle ossigeno di una termoculla, quelle che   determinano la sua percentuale   nel piccolo spazio che circonda il neonato  che per qualche motivo è confinato li dentro, che Othmane chiede :

perché le celle ossigeno sono due ? Ne basterebbe una , perché ce ne sono allora due?

Come tecnico esperto avrei dovuto dare una risposta sensata, ma per quanto mi sforsassi non mi veniva a mente nulla di razionale. Mentre prendo tempo per riflettere sento il « sardo » che dice una sola parola, la prima di quel pomeriggio : « RIDONDANZA ».

Sono in bagno, sono passati alcuni anni dall’incontro con il « sardo » che chi sa dov’è ora. E’ curioso quante idee strane vengono proprio in bagno. Seguo con lo sguardo e la mente Rumba, l’aspirapolvere automatico che mentre gira memorizza lo spazio al suo intorno ed ho un flash :

metto in relazione il liquido enceflalo-rachidiano con il cervello e vedo una scritta luminosa nella mia mente, ancora una volta a lettre maiuscole :

« RIDONDANZA »

Tempo fa avevo supposto che « l’acqua di fonte », il prezioso liquido encefalo rachidiano, fosse la sede della memoria , ma ora ho intuito che esiste un processo dinamico di ridondanza tra questo ed il cervello proprio a tale riguardo.

Le informazioni registrate nel nostro cervello è probabile che  vengano costantemente riversate nel liquido encefalo-rachidiano e viceversa attraverso un costante processo di backup – restore e restore – backup . Tale processo viene inoltre mediato dal nostro movimento.

Se Hahnemann aveva intuito che la succussione fissa in qualche modo le informazioni della tintura madre nell’acqua , cosa accade allora se durante una passeggiata vedo un bel paesaggio e mi inondo di pensieri positivi ? Semplicemente posso guarire dalla depressione.