da Massimo Claro | Mag 29, 2016
Il Latte (oltre l’ 80% di H2O)
Siamo mammiferi, apparteniamo alla classe dei mammiferi.
Sono passati tanti anni, ma alla fine ce l’abbiamo fatta! Sulla Terra è comparso il LATTE.
Di tutte le secrezioni il latte è veramente la più sorprendente.
Le nostre femmine nutrono i loro piccoli attraverso il prodotto delle proprie, bellissime, ghiandole mammarie, trasmettendo assieme ad esso qualcos’altro che solo loro sanno.
Noi umani poi, da bravi furbi, abbiamo pure imparato a mungerlo dai nostri generosi parenti, inventando così il formaggio.
Tempo fa ero stato invitato a pranzo da un mio carissimo amico, torinese, ma di origine sarda.
Fu in quella occasione che ebbi una intuizione.
Si chiacchierava del modo particolare che hanno i sardi di usare la fronte.
Spesso si confrontano nella lotta usandola come arma formidabile!
Mi raccontava che per scherzo, occasionalmente, un suo zio gli dava delle affettuose «testatine» e a lui sembrava come urtare la propria testa contro una campana di bronzo.
Immediatamente visualizzo: alta densità ossea – Sole – vita all’aria aperta – dieta – FORMAGGIO SARDO.
Si! Era proprio lui!!!
Avevo scoperto la più appetitosa cura per l’osteoporosi!!!
Seppi poi che il «Fiore Sardo» , era veramente usato proprio a tale scopo.
Non lo nego, il latte e chi lo produce suscitano in me molto interesse.
Fu così che quando venni a conoscenza di un bando pubblicato dalla GE Medical Systems
che riguardava un terribile tipo di tumore al seno denominato «triplo negativo» in quanto non suscettibile a tutti i tre tipi di terapia tradizionale ebbi un’altra delle mie idee.
….Mi avevano chiamato dalla sala nido di un ospedale dove un bilirubinometro non funzionava bene.
Era al terzo piano.
Ebbene, apro la porta del reparto e assisto ad una scena almeno per me unica.
C’erano otto culle con altrettanti bebè appena appena nati in attesa del controllo pediatrico e tutti, ma proprio tutti, contemporaneamente piangevano in attesa della poppata.
Ho la prontezza di azionare il registratore del mio cellulare.
Con la mia socia avevo già studiato e realizzato una serie di segnali derivati da due danze tribali riguardanti la fertilità che, trasformati in opportuni impulsi magnetici, si mostravano particolarmente efficaci per il trattamento del pavimento pelvico.
Perché allora non usare il suono «trasformato» di questi bebè per la cura di questo tipo di tumore?
Formalizziamo la risposta al bando. Passiamo la prima selezione, ma poi tutto si ferma lì.
Peccato.
……..Il Signore quando va a passeggio per gli Universi non ha sempre voglia di occuparsi di tutti quei cavolo di problemi che hanno i terrestri……
…..ma a se ha voglia di un buon cappuccino è da noi che viene!!!!!!!!!!!
da Massimo Claro | Mag 22, 2016
E sì
l’85% del vino è H2O……
Non molto tempo fa ho fatto una bellissima scoperta.
Dopo più di vent’anni che non bevevo alcolici, a seguito di qualche piccolo disturbo cardiaco, il mio medico, una bravissima dottoressa conosciuta a Milano, mi consigliò di bere un po’ di vino rosso durante i pasti principali.
Accettai la prescrizione con entusiasmo!
Quella stessa estate, durante la vacanza in Corsica, mi ritrovo a vagare tra gli scaffali di un supermercato cercando una bottiglia di vino per la mia cura. Trovata la fila giusta e non conoscendo gran che i vini locali mi faccio guidare dalle etichette.
La scelta ricade su di una bottiglia di medio prezzo con una etichetta bellissima. La prendo, ma nel momento stesso in cui poggio le mani su di essa sento sorgere da dietro la nuca un forte dolore tipo mal di testa.
Sul momento non ci faccio gran che caso, ma poi mi viene un sospetto, poggio la bottiglia e il dolore va via, aspetto un poco, riprendo la bottegaia, il mal di testa ritorna. Ripeto l’esperimento ancora un paio di volte, stesso risultato.
Decido di “testare” allora altre bottiglie, mi concentro sulla zona posteriore del capo e cerco di sentire cosa succede…. è stata una esperienza bellissima…. ogni tipo di vino mi forniva delle sensazioni differenti. Passavo dal sentire dolore ad una piacevole freschezza, simile a quella che si sente quando riprende una buona circolazione.
A volte la sensazione era più in alto, alla base della nuca, a volte la sentivo giù giù fino al coccige.
Dopo un po che facevo queste prove, la scelta ricade su di un “brik” di un vino locale chiamato Gaspa Mora.
A vederlo così sembrava un vino molto commerciale di poco conto, ma a me dava una piacevolissima sensazione. Fu così che questo brik mi tenne compagnia il resto della vacanza.
L’estate successiva, di nuovo sulle spiagge della amata Corsica, al “magasin” cerco di procurarmi un nuovo brik. Ma ebbi una sorpresa, la sensazione di freschezza dell’anno prima si era trasformata in lieve dolore al capo.
Indagai un poco, la storia era che le produzioni erano non standardizzate…. peccato……
I colleghi di lavoro con i quali spesso condivido il pasto, saputo di questa mia “sensibilità” presero a prendermi un po in giro, in particolare un ingegnere di Torino (il mio capo di quella sezione), essendo erede di una tra le più famose case vinicole piemontesi, un giorno a pranzo decide di mettermi alla prova.
Fu così che mi trovai di fronte a quattro bottiglie di vino rosso mascherate tutte uguali circondato dai colleghi pronti a farsi due risate.
….. Chiudo gli occhi, mi concentro, metto le mani sulle bottiglie per sentirle bene una ad una.
Non ho dubbi, dopo averle “ascoltate” tutte avevo sentito che una era veramente particolare e sentenzio:
“questa è sicuramente la più buona!”
I colleghi ridacchiano…. mente il mio capo diviene rosso in viso.
Caspita! come hai fatto? le altre bottiglie erano di vino scarso… tu hai scelto l’unica della mia produzione migliore!
I colleghi da quel momento anche se continuano a ridacchiare quando impongo le mani su di una bottiglia guardano poi che vino ho scelto……
da Massimo Claro | Mag 16, 2016
Certo che se ci penso sono stato concepito e cresciuto in ambiente acquoso fino al giorno del parto…..
Ho comunicato con mia madre ed attraverso lei con il resto del mondo completamente immerso nel liquido amniotico.
L’essere umano, tutti gli esseri umani vengono al mondo così. C’è un primo rapporto privilegiato con il mondo femminile.
È da un po’ che rifletto sul rapporto uomo – donna, e ho desiderio di esporre una delle ultime
riflessioni che sicuramente mi frutterà l’assegnazione del premio Nobel. Riporto qui di seguito una affermazione attribuita a Sigmund Freud: “……. il grande problema che non è mai stato risolto, e che io non sono ancora stato capace di risolvere nonostante i miei trenta anni di ricerca sull’anima femminile, è: che cosa vuole una donna?”
Ebbene, io ho capito il perché Freud e oserei dire nessun altro può risolvere tale problema!
Il motivo è che in generale non è possibile in linea di principio capire razionalmente “cosa vuole una donna”. Quello che non è immediatamente evidente sono le implicazioni di ciò dal punto di vista genetico.
Proviamo ad osservare il comportamento degli altri mammiferi; noteremmo che essi seguono degli schemi abbastanza prevedibili anche dal punto di vista dell’accoppiamento.
Il comportamento non necessariamente prevedibile della donna soprattutto in questo ambito ha invece conferito alla nostra specie una sorgente di variabilità paurosamente maggiore rispetto ad esempio alle altre grosse scimmie antropomorfe. Questa sorgente di rimescolamento spesso completamente irrazionale conferisce alle nostre popolazioni una capacità adattativa sorprendente!
L’affermazione contenuta nella famosa aria del Rigoletto :”….. La donna è mobile qual piuma al vento,
muta d’accento e di pensiero…..
che conferisce a questa qualità un valore alquanto negativo, secondo la mia analisi è proprio ciò che ha permesso a noi di svilupparci ed adattarci come specie alle condizioni ambientali più disparate. Pertanto questo modo che le donne spesso hanno di non seguire necessariamente un rapporto causa – effetto a livello elementare, andrebbe fortemente rispettato!
da Massimo Claro | Mag 11, 2016
L’altro giorno uscendo dall’ASL di Biella dove presto servizio un paio di giorni al mese incrocio due giovani un uomo alto accompagnato da una bellissima donna, insieme trascinavano una sorta di “clavinova”, un piano elettrico con tastiera tradizionale. Incuriosito chiedo al collega che mi stava accompagnando se sapeva chi fossero. Lui, ridacchiando, mi dice: “certo che li conosco, vengono qui per suonare agli embrioni…”
Caspita! fammeli conoscere!
E’ cosi che ho conosciuto il Dr. Emiliano Toso, biologo, che lavora tra l’Italia (università di Bologna) e la Spagna (università di Barcellona), musicista_compositore autore di brani musicali particolari (ho prontamente acquistato via internet un suo CD ) che, “suonati” agli embrioni sono in grado di aumentare significativamente (20% circa) l’efficacia del loro attecchimento.
Dal momento che un embrione non impiantato, ossia il risultato di un ovulo fecondato alle prime duplicazioni mantenuto vitale artificialmente, sicuramente non possiede ancora orecchie, la musica, il suono sotto forma di vibrazioni meccaniche comunica comunque in qualche modo con lui influenzandolo.
Mi domando:
se un brano musicale è in grado di influenzare il futuro sviluppo di un embrione, è possibile che i suoni influenzino le nostre cellule? Ed eventualmente in quale misura?
da Massimo Claro | Mag 9, 2016
Se osserviamo un professionista che seguendo gli schemi di un progetto realizza una casa, non troviamo nulla di strano. Eppure quello che sta succedendo è che una serie di stimoli di natura elettromagnetica interagiscono con un organismo vivente che in un certo senso “secerne” una nuova struttura. Il fatto che siamo abituati a vederlo, nulla toglie alla straordinarietà del fenoneno. Oggi siamo abituati a considerare normale trasmettere dati, immagini, filmati, ecc. attraverso fibre ottice. Proviamo ora ad immaginare cosa potrebbe succedere quando una sostanza entra in contatto ad esempio con il nostro sangue. Il sistema dei vasi sanguigni da un certo punto di vista potrebbe comportarsi come un insieme di fasci di fibre capaci anche di veicolare segnali proprio come una fibra ottica. Le sostanze, gli stimoli meccanici vengono di fatto “visti” dai nostri apparati circolatori, sanguigno, linfatico, ecc.
Le mucose qui giocano un ruolo molto particolare, essendo un tessuto permeato da un umore liquido praticamente sempre presente, è come fossero un canale aperto tra il complesso dei nostri liquidi interni ed il mondo esterno.
Qualora fosse reale l’efficacia dei rimedi omeopatici, questi dovrebbero mostrare la loro azione nel momento stesso in cui essi entrano in contatto con le nostre mucose. Anche una pelle nel momento in cui sta sudando secondo questa visione potrebbe svolgere un ruolo analogo.
Non è quindi un caso che quando due persone mettono a contatto le proprie mucose si generano emozioni del tutto particolari, esse si “conoscono” proprio come generalmente viene indicato in senso biblico. Altro esempio: possiamo provare ad asciugare le mucose della bocca respirando da essa forzatamente con le fauci ben spalancate e provando con le mucose così asciutte a gustare un cioccolatino, ripetendo poi la stessa cosa, ma stavolta con le mucose ben umettate…..