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E sì
l’85% del vino è H2O……
Non molto tempo fa ho fatto una bellissima scoperta.
Dopo più di vent’anni che non bevevo alcolici,  a seguito di qualche piccolo disturbo cardiaco,  il mio medico,  una bravissima dottoressa conosciuta a Milano,  mi consigliò di bere un po’ di vino rosso durante i pasti principali.

Accettai la prescrizione con entusiasmo!
Quella stessa estate, durante la vacanza in Corsica,  mi ritrovo a vagare tra gli scaffali di un supermercato cercando una bottiglia di vino per la mia cura. Trovata la fila giusta e non conoscendo gran che i vini locali mi faccio guidare dalle etichette.

La scelta ricade su di una bottiglia di medio prezzo con una etichetta bellissima.  La prendo, ma nel momento stesso in cui poggio le mani su di essa  sento sorgere da dietro la nuca un forte dolore tipo mal di testa.

Sul momento non ci faccio gran che caso,  ma poi mi viene un sospetto,  poggio la bottiglia e il dolore va via, aspetto un poco,  riprendo la bottegaia,  il mal di testa ritorna. Ripeto l’esperimento ancora un paio di volte,  stesso risultato.
Decido di “testare” allora altre bottiglie, mi concentro sulla zona posteriore del capo e cerco di sentire cosa succede….  è stata una esperienza bellissima….  ogni tipo di vino mi forniva delle sensazioni differenti. Passavo dal sentire dolore ad una piacevole freschezza,  simile a quella che si sente quando riprende una buona circolazione.

A volte la sensazione era più in alto, alla base della nuca, a volte la sentivo giù giù fino al coccige.

Dopo un po che facevo queste prove, la scelta ricade su di un “brik” di un vino locale chiamato Gaspa Mora.

A vederlo così sembrava un vino molto commerciale di poco conto, ma a me dava una piacevolissima sensazione. Fu così che questo brik mi tenne compagnia il resto della vacanza.

L’estate successiva, di nuovo sulle spiagge della amata Corsica, al “magasin” cerco di procurarmi un nuovo brik. Ma ebbi una sorpresa, la sensazione di freschezza dell’anno prima si era trasformata in lieve dolore al capo.

Indagai un poco, la storia era che le produzioni erano non standardizzate…. peccato……

I colleghi di lavoro con i quali spesso condivido il pasto, saputo di questa mia “sensibilità” presero a prendermi un po in giro, in particolare un ingegnere di Torino (il mio capo di quella sezione), essendo erede di una tra le più famose case vinicole piemontesi, un giorno a pranzo decide di mettermi alla prova.

Fu così che mi trovai di fronte a quattro bottiglie di vino rosso mascherate tutte uguali circondato dai colleghi pronti a farsi due risate.

….. Chiudo gli occhi, mi concentro, metto le mani sulle bottiglie per sentirle bene una ad una.

Non ho dubbi, dopo averle “ascoltate” tutte avevo sentito che una era veramente particolare e sentenzio:

“questa è sicuramente la più buona!”

I colleghi ridacchiano…. mente il mio capo diviene rosso in viso.

Caspita! come hai fatto? le altre bottiglie erano di vino scarso… tu hai scelto l’unica della mia produzione migliore!

I colleghi da quel momento anche se continuano a ridacchiare quando impongo le mani su di una bottiglia guardano poi che vino ho scelto……