Eppure era proprio così.
E’ uno dei tanti programmi di cucina in tv, ma qualcosa di diverso c’è.
Vedendo su Claudia e Pascal, trentenni in carriera, a Parigi, quella espressione di entusiasmo per una semplice trasmissione tv quasi non ci volevo credere.
Si davano appuntamento nella loro casa, all’ora stabilita, abbonamento pagato, pc con il volume a palla e via! Arriva la nuova puntata di MasterChef Italia. Cliché molto americano, regia moderna, tema: la cucina. Tutti, fino alla morte, mangiamo. E’ una operazione per i più fortunati quotidiana.
Tempo fa in un bar appena fuori un ospedale di Torino dove lavoravo incontro un imprenditore, proprietario di una nota casa di apparecchi medicali, ricco lui, e molto bravo, sulla settantina. Era in piedi, appoggiato al bancone, stava nervosamente e distrattamente divorando un panino con non si sa cosa dentro. Mi avvicino e fissando un po lui ed un po il panino gli faccio: ” ma come puoi ridurti in questo modo, o salti il pasto o ti siedi e mangi godendoti un buon pranzo. A cosa ti serve aver raggiunto la vetta della tua carriera se non riesci neanche a nutrirti con un minimo di gusto..”. Lui si ferma con il boccone a metà, mi fissa, ” cavolo, hai ragione..” sta ancora lì imbambolato per un paio di secondi, poi mi manda al diavolo e continua a divorare il resto del povero panino.
Pascal con Claudia sono venuti a trovarci per capodanno. Un po per farli contenti, ma anche perché sono curioso, una sera ci mettiamo tutti davanti al pc, volume a palla e…. Finale di MasterChef Italia 2018: tutti in prima fila.
Fatico ad ammetterlo. Hanno ragione. Sono stato anch’io stregato da loro. Si, sono loro i veri protagonisti, i cuochi. Tutti. Li ho osservati bene, sia i giudici, cuochi affermati e di successo, sia gli aspiranti al titolo, dilettanti si, ma con tanto talento.
La mattina, dopo aver rielaborato lo spettacolo per buona parte della notte tra sogni e dormiveglia ho avuto questa intuizione:
certamente il mondo degli spiriti esiste. Se uno Spirito entra in contatto con noi può essere che utilizzi proprio i cibi che ingeriamo come ingredienti per cucinare in noi delle “esperienze”. Come un cuoco sceglie gli ingredienti per realizzare una pietanza, lo Spirito utilizza il cibo che ingeriamo per farci vivere l’avventura. Diventa così molto più chiaro perché taluni facciano uso di sostanze particolari per raggiungere certi “livelli” a volte del tutto artificiali, perché i negozi dove si vendono certi cibi ed in particolare le spezie si chiamano drogherie. Potrebbe essere non tanto la sostanza in se, ma la sua azione combinata con il collegamento con la sfera spirituale a realizzare la differenza. Tu metti dentro gli ingredienti, ma chi cucina potresti non essere solo tu. E’ vedendo la capacità di far emergere una sensibilità culinaria esagerata, ma non ancora espressa appieno, nel coraggio che ciascun giudice mostra nel denudare chi fa finta o nel bocciare chi commette un errore grave, ma è soprattutto osservando le loro espressioni mentre “assaggiano” che mi è sembrato di capire che questi personaggi, i cuochi giudicatori, non sono solo degli eccellenti professionisti, questo del loro successo è solo un effetto collaterale di quella che a mio avviso potrebbe essere la loro vera natura: quella di sciamani del cibo.
Congratulazioni.