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In questa sintesi viene preso, per semplicità di trattazione, in considerazione il vaccino prodotto da Pfizer. Analogo ragionamento vale per tutti gli altri vaccini attualmente approvati in Italia basati sulla tecnologia che utilizza m-RNA.

Vengono qui di seguito evidenziati i punti chiave relativi al funzionamento del vaccino suindicato.

Sono a tale scopo confrontate alcune affermazioni riportate nella relativa scheda tecnica rispetto a quanto riportato nel bugiardino.

Estratto dalla scheda tecnica di Comirnaty (vaccino Pfizer Covid-19):

5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: vaccini, altri vaccini virali, codice ATC: J07BX03

Meccanismo d’azione:

L’RNA messaggero modificato a livello dei nucleosidi presente in Comirnaty è formulato in nanoparticelle lipidiche, per consentire il rilascio dell’RNA non replicante all’interno delle cellule ospiti e dirigere l’espressione transitoria dell’antigene S di SARS-CoV-2. L’mRNA codifica per una proteina S intera ancorata alla membrana, con due mutazioni puntiformi a livello dell’elica centrale.

La mutazione di questi due aminoacidi in prolina stabilizza la proteina S in conformazione di prefusione, antigenicamente preferenziale. Il vaccino induce sia una risposta anticorpale neutralizzante che una risposta immunitaria cellulo-mediata verso l’antigene delle proteine spike (S), che possono contribuire a proteggere contro COVID-19.

Estratto dal bugiardino Comirnaty (vaccino Pfizer Covid-19)

Cos’è Comirnaty e a cosa serve :

Comirnaty è un vaccino utilizzato per la prevenzione di COVID-19, malattia causata dal virus SARS-CoV-2. Comirnaty viene somministrato agli adulti e agli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni. Il vaccino induce il sistema immunitario (le difese naturali dell’organismo) a produrre gli anticorpi e le cellule del sangue attive contro il virus, conferendo così una protezione anti COVID-19. Poiché Comirnaty non contiene il virus per indurre l’immunità, non può trasmettere COVID-19…..

—– E’ palese che l’affermazione qui di sopra riportata nel bugiardino è inesatta e non concorda con quanto affermato nella scheda tecnica. La somministrazione di Comirnaty così come viene prescritta, induce attraverso un meccanismo finalizzato all’espressione di un tratto di m-RNA, la produzione della proteina spike da parte dei ribosomi delle cellule dell’organismo ospite (ossia le cellule del nostro corpo). E’ quindi il nostro apparato biosintetico che viene utilizzato per la produzione della proteina S (spike). Seguendo questo schema di fatto i nostri ribosomi entrano a far parte del sistema produttivo del principio attivo avente caratteristiche farmacologiche propriamente dette. Troviamo qui pertanto una violazione del punto b), coma 1) articolo 50 titolo IV del Decreto Legislativo 24 aprile 2006, n. 219, “Attuazione della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) della direttiva 2003/94/CE” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2006- Supplemento Ordinario n. 153. Inoltre, le proteine S così prodotte invadono il citoplasma della cellula ospite con varie conseguenze una delle quali, ma non l’unica, è rappresentata dalla espulsione all’esterno della proteina S . E’ questa la proteina che viene ritenuta responsabile della attivazione del sistema immunitario cioè il principio attivo dal punto di vista farmacologico. Nel bugiardino non viene riportata la dinamica del farmaco relativa alla induzione della produzione di proteina spike, ma solo la conseguenza di questo presunto fenomeno. Il reale principio attivo, in quello che di fatto è un “semi-vaccino” , non è contenuto; la somministrazione di Comirnary equivale all’introduzione forzata attraverso un vettore appositamente studiato di un tratto di RNA messaggero che contiene solo le informazioni (potremmo dire il software) per la produzione del medicinale il quale viene interamente prodotto da organelli presenti nel nostro citoplasma, che sono l’effettivo sistema di produzione (potremmo dire l’hardware) che tuttavia sfugge in linea di principio ad ogni possibilità di controllo di produzione.

Non è altresì approfondito a sufficienza cosa accade a tutte quelle cellule che hanno inglobato m-RNA e che hanno prodotto nel loro citosol la cui componente prevalente è proprio acqua, proteina S, che rimangono vive, emettendone una minima percentuale o non emettendone affatto rimanendo così inquinate, per tutto il loro ciclo vitale, dalla proteina S.

L’incertezza nel passaggio del sistema di produzione poc’anzi descritta ha una implicazione sostanziale dal punto di vista farmacologico: l’inoculo così come viene realizzato non permette il controllo del dosaggio del principio attivo, la proteina S, essendo questo il frutto della particolare efficienza e dinamica del sistema biosintetico dell’ospite che potrebbe essere ad esempio:

poco efficiente – vedi casi di infezione virale covid-19 anche dopo seconda dose, il che induce ad una “ falsa sicurezza” nel considerare tout court i vaccinati come se non potessero essere ne contagianti, ne contagiati, essendo l’esito di un tampone per il momento l’unico sistema per avere la certezza almeno di non contagiare;

molto efficiente – vedi casi di reazioni avverse riconducibili spesso proprio ad un eccesso di produzione proteina S.

Pertanto un prodotto il cui principio attivo non può essere controllato non può neppure essere considerato secondo le vigenti normative un farmaco.

Non è a caso che il personale medico è stato deresponsabilizzato in tal senso (tra l’altro ciò sposta la responsabilità sui firmatari del provvedimento) in quanto la prescrizione di tale prodotto non sarebbe identificabile a pieno titolo come effettiva prescrizione medica.

Un altro dato fondamentale che attualmente non viene preso in considerazione è il titolo relativo alla presenza di proteina S nei soggetti sottoposti a vaccinazione in funzione del tempo. Tale dato sarebbe rappresentativo per quanto concerne il rischio di inclusione permanente nel sistema biosintetico dell’ospite, ma purtroppo questo dato non è attualmente disponibile. La mancanza di tale indagine e la non osservanza delle normative sopracitate sembrano privare di significato scientifico l’attuale condotta operata dal ministero riferita alla corrente campagna vaccinale oltre ad esporre la popolazione dei vaccinati a rischi ancora non noti soprattutto per il medio e lungo termine, alcuni dei quali potrebbero essere almeno valutati se venisse effettuata una titolazione di proteina S su opportuni campioni di popolazione post vaccino.

Per quanto qui di sopra riassunto ritengo utile un chiarimento esplicito da parte dell’AIFA nei confronti di questa tecnica pseudo-vaccinale.