Anni fa, ero ancora uno studente universitario, una compagna di corso mi mostra la pagina di un libro di biologia: “guarda qua, questi traduttori traditori”. Vicino al suo dito leggo “…..i risultati sono confermati, l’esperimento è stato condotto su Guinea pig = porco della Guinea (una specie di cinghiale)…….”.
Già, chi aveva tradotto il testo non si era minimamente reso conto che il “Guinea pig” è il “Cavia porcellus”, un piccolo roditore, la cosiddetta “cavia da laboratorio”, che con il maiale e la Guinea non centra proprio niente.
In campo biologico molto si deve al sacrificio di tanti animali.
Esistono vari movimenti che si adoperano per evitare il loro l’utilizzo a fini scientifici e grazie a loro attualmente la legge in molti paesi ne limita e disciplina l’uso.
Tuttavia ancora esistono in tutto il mondo animali, spesso mammiferi, che ogni giorno vengono sacrificati nel vero senso della parola per esercitarsi e/o raccogliere informazioni.
Puoi essere a favore o contro questa pratica, ma non puoi negare il sacrificio che è stato già compiuto.
Proprio stamattina ho avuto la visione del popolo di tutte le “cavie” immolate in nome della conoscenza. Ho solo il desiderio di ricordarle, non farlo sarebbe come sacrificarle due volte.
Nessuno chiede alla cavia il consenso a farsi torturare, mutilare ed uccidere.
Chiedo solo scusa, scusa a nome della mia specie, scusateci cavie di tutte le specie se la nostra ignoranza ha sfruttato spesso in modo scellerato la vostra vita.